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L’escursionismo nella Fase 2

L’escursionismo nella Fase 2

Tempo di lettura: 3 minuti

Fuori dalla città, dentro la natura: non è solamente lo slogan di Mountains Are Calling, ma l’aspirazione profonda che ci ha motivato a lanciare questo progetto. La fruizione degli spazi aperti, l’esplorazione della natura meno antropizzata e più selvaggia, la riscoperta di aree poco conosciute eppure meravigliose del nostro territorio, l’armonia con l’ambiente che ci circonda: tutto questo è venuto per noi, così come per altri milioni di persone in Italia, improvvisamente a mancare a inizio marzo. La necessaria risposta alla pandemia di coronavirus ci ha giustamente limitato gli spazi, precludendo la possibilità di muoversi liberamente. E nonostante i #virtualtrek, la condivisione di foto e video di vecchie escursioni, gli articoli in cui abbiamo rievocato viaggi che ormai sembrano appartenere a un passato remoto, giorno dopo giorno l’asfalto e il cemento da cui siamo circondati si sono fatti un po’ più opprimenti e un po’ più desolanti.

L’attività sportiva e motoria all’aperto è consentita solo se è svolta individualmente, a meno che non si tratti di persone conviventi. A partire dal 4 maggio l’attività sportiva e motoria all’aperto sarà consentita non più solo in prossimità della propria abitazione.

Alla luce di tutto questo, non c’è da stupirsi se in quest’ultimo mese l’impazienza è montata tra tutti gli appassionati di montagna e outdoor, in attesa di scoprire cosa ci avrebbe riservato l’inizio della tanto evocata fase 2. Purtroppo, il DPCM del 26 aprile non menziona nello specifico la pratica dell’escursionismo, né tantomeno il settore delle guide professioniste e del turismo naturalistico è stato preso in considerazione.

Tuttavia, ci sono alcuni punti fermi che possono aiutarci a comprendere cosa è consentito e cosa no nel prossimo mese. A tal proposito, vengono in aiuto le Domande Frequenti pubblicate sul sito del governo. Tra quelle relative agli spostamenti, si legge infatti che è “giustificata ogni uscita dal domicilio per l’attività sportiva o motoria all’aperto”, consentita tuttavia solo se “svolta individualmente, a meno che non si tratti di persone conviventi”. Il DCPM consente quindi lo svolgimento di attività sportiva o motoria (tra cui quindi rientrerebbe la pratica dell’escursionismo, anche se non esplicitamente menzionata) prevedendo anche la possibilità di spostarsi “con mezzi pubblici o privati per raggiungere il luogo individuato per svolgere tali attività”, pur rimanendo all’interno della propria Regione.

Com’è noto tuttavia, le Regioni hanno a loro volta emanato Ordinanze che stabiliscono criteri aggiuntivi rispetto a quanto si legge nel DPCM. Per quanto riguarda la Regione Lazio, in cui ci troviamo, è stata emanata l’Ordinanza “Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019”, che restringe la pratica dell’attività motoria e sportiva all’aperto solamente all’ambito provinciale, autorizzando esclusivamente per la pesca sportiva in forma amatoriale lo spostamento nell’intero ambito regionale per il raggiungimento del litorale marittimo.

Astenendoci da qualsiasi osservazione e commento rispetto alle misure identificate, si può concludere quindi che le guide professioniste non possono ancora riprendere le proprie attività di conduzione di gruppi, ma è tuttavia consentito praticare l’escursionismo in maniera individuale, dopo aver verificato se l’area protetta o il parco nel quale ci si reca sia effettivamente aperto e fruibile. 

In qualsiasi caso, invitiamo a prestare la massima attenzione nello svolgimento di qualsiasi attività outdoor, utilizzando tutte le precauzioni necessarie per evitare qualsiasi incidente e per non ritrovarsi nella condizione di gravare ulteriormente sul Sistema Sanitario Nazionale. Ogni attività andrà quindi attentamente pianificata e calibrata in base alle proprie capacità ed esperienza, tenendo in considerazione anche le proprie condizioni fisiche a seguito del prolungato periodo di chiusura e di forzata astensione dall’attività all’aperto, nonché le difficoltà e i rischi aggiuntivi che pone la pratica del trekking in maniera individuale (normalmente sempre sconsigliato) o insieme ai propri conviventi ma comunque in assenza di una guida, se non lo si è mai fatto.

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