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Sulla neve con le ciaspole

Ciaspole poggiate sulla neve

Sulla neve con le ciaspole

Tempo di lettura: 5 minuti

Per ogni stagione è necessario un differente modo di approcciare la montagna o la natura in generale, soprattutto in presenza di neve. Chi si avvicina per la prima volta alla pratica dell’escursionismo deve sapere che un luogo, anche se ben conosciuto, può mutare notevolmente in base al periodo dell’anno. 

I cambiamenti sono chiaramente ben marcati e più visibili soprattutto durante l’inverno, con il sopraggiungere della neve. Tutto diventa candido, i suoni si smorzano in un silenzio assoluto e i pendii delle montagne si riempiono di un bianco manto. Un paesaggio che come un magnete attira escursionisti di tutte le età o semplici curiosi, come testimonia l’elevato numero di persone che si è riversato in Parchi e pendii negli ultimi fine settimana.

 

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Per frequentare un ambiente innevato in sicurezza sono però necessari alcuni accorgimenti, a partire dagli indumenti. Durante l’inverno le temperature, soprattutto in montagna o più genericamente in ambiente naturale, sono rigide e spesso sotto lo zero, con la concreta possibilità che con una giornata ventosa il freddo percepito sia amplificato per effetto del wind chill. È per questo molto importante coprirsi adeguatamente, a più strati, rigorosamente con materiali tecnici (polipropilene, poliestere o altre fibre) per garantire leggerezza, aderenza e soprattutto la capacità di asciugarsi dal sudore nel più breve tempo possibile. Solitamente gli strati principali del busto, da indossare o portare con sé, sono tre:

  • il primo, a contatto con la pelle, ha la funzione di assorbire velocemente il sudore e mantenere la pelle asciutta. In questo caso è sconsigliato ogni indumento in cotone, che sebbene assorba il sudore, si asciuga molto lentamente. Una maglia termica a maniche lunghe e possibilmente a collo alto è la cosa più adatta nelle fredde giornate invernali 
  • Il secondo è uno strato isolante, che serve per mantenere il calore emesso dal corpo senza disperderlo. In questo caso l’indumento più adatto è il classico pile
  • Il terzo è il cosiddetto “guscio”, ovvero l’indumento che deve proteggere dall’esterno, da pioggia, neve e vento. Per assolvere alla sua funzione deve essere rigorosamente impermeabile, e leggero (non imbottito). In giornate particolarmente fredde, possono essere indicati i gusci con imbottitura interna (in genere piumini) rimovibili

Questi indumenti possono essere modulati in base alla necessità. In inverno, è consigliabile indossare pantaloni appositi più pesanti di quelli estivi, e aggiungere eventualmente uno strato addizionale come una calzamaglia tecnica aderente per mantenere le gambe al caldo. Importantissimo proteggere la testa con un cappello di lana, ed avere con sé anche un passamontagna (in lana o in materiale tecnico) per tutte le necessità, così come scaldacollo, guanti da neve imbottiti e i sottoguanti che consentono, qualora fosse necessario, di poter operare liberamente con la mano, senza scoprire mai la pelle. Un’ulteriore accortezza è quella di utilizzare scarponi da trekking impermeabili, con l’eventuale aggiunta di solette invernali per aumentare l’isolamento dal gelido terreno, e a collo alto, per impedire che la neve possa entrare e bagnare il piede da sopra, utilizzando anche le ghette che consentono di coprire la parte bassa dei pantaloni e impedire così che si bagnino. Inoltre, il manto nevoso, avendo una elevata capacità riflettente della luce del sole (la cosiddetta albedo), richiede l’utilizzo di occhiali da sole specifici, con lente di categoria 4. In caso di emergenza è importante avere con sé sempre una coperta termica (dal peso di pochi grammi e dal costo molto ridotto), imprescindibile e che può salvare la vita in caso di infortunio, ipotermia ma anche colpo di sole. 

Ma quali sono gli strumenti di progressione necessari in caso di alti strati di neve che ricoprono i sentieri e fanno affondare gli escursionisti a ogni passo? Sebbene esistano diverse tecniche, in questo articolo ci concentriamo sulla ciaspola, anche conosciuta come racchetta da neve, adatta alle uscite escursionistiche (e non alpinistiche) e sempre più in voga negli ultimi anni. Il vantaggio delle ciaspole è quello di distribuire il peso corporeo su una superficie maggiore, e quindi di procedere leggeri sul manto nevoso senza affondare. Solitamente si utilizzano le ciaspole per attraversare pianori innevati o pendii molto modesti che non superano i 25° di pendenza, anche per ridurre il rischio valanghe.

E’ sempre molto importante prima di partire consultare il bollettino meteo nivologico elaborato dal servizio Meteomont dei Carabinieri.

Le ciaspole hanno un attacco universale che può essere agganciato alla gran parte degli scarponi, sono dotati di piccoli ramponcini anteriori che incrementano la presa sulla neve, e di uno snodo basculante che permette di muovere il piede liberamente durante la progressione su terreni pianeggianti. La bascula viene invece bloccata in discesa, per garantire una maggiore unità con lo scarpone. Per le salite è molto importante che la ciaspola acquistata o noleggiata abbia l’alzatacco, in modo da ridurre lo sforzo muscolare dei polpacci. Il giorno prima dell’uscita è sempre consigliato di adattare anticipatamente la ciaspola (di dimensioni standard) al proprio scarpone, per evitare di effettuare questa procedura con il freddo che intorpidisce le mani e per iniziare il percorso più velocemente. 

Ciaspole e indumenti idonei purtroppo non bastano ad affrontare un’escursione sulla neve. In ambiente innevato aumentano infatti le variabili da considerare: i sentieri sono coperti e non visibili, e in qualsiasi caso un percorso affrontato in altre stagioni potrebbe non essere adatto a un’escursione con la neve, per cui è necessario uno studio accurato su carta escursionistica valutando morfologia del terreno e prestando molta attenzione alla tipologia di pendii che si attraversano o sotto ai quali si svolge il percorso. Fondamentale valutare anche lo stato della neve a seconda delle precipitazioni e dell’andamento meteorologico del periodo precedente e della giornata in cui ci si reca in escursione, attraverso l’attenta consultazione del bollettino nivologico che viene regolarmente emanato dal servizio Meteomont dei carabinieri.

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