Il Monte Pizzuto della Sabina
Escursione nella selvaggia Sabina tra gli assopiti faggi della Valle Gemini, a poca distanza da Poggio Catino, dove il Monte Pizzuto sfoggia una lunga e verde cresta che domina dall’alto la bassa valle del Tevere. La sua lunga dorsale ricorda la schiena di un gigantesco essere dormiente prono verso il cielo, che invita i visitatori a massaggiare con gli scarponi i suoi lunghi steli d’erba. Al lato il suo gemello, il Monte Tancia, uniti nella loro somiglianza ma divisi dall’inesorabile e profonda ferita della terra che si frappone e segue la lunghezza delle loro dorsali, culla di vita e rifugio per gli animali selvatici.
Monti Sabini
Piccola catena montuosa posizionata a metà tra la Valle del Tevere ad ovest e la piana di Rieti ad est, offre bellissimi scorci tra le innevate montagne appenniniche e il blu del Mar Tirreno.
Raggiunto il punto di partenza della nostra escursione, nei pressi del Fosso di Galantina, l’aria intorno a noi si fa subito frizzantina; del puro ossigeno inizia a inondare gli alveoli dei nostri polmoni e un inebriante effetto energetico ci pervade il corpo. Siamo pronti a partire. Perdiamo subito un po’ di quota fino ad attraversare il torrente Galantina per riprenderla subito e percorrere il traverso che ci porta sul fianco sud del Monte Pizzuto. Circondati da una vasta area boschiva, che sembra quasi non finire mai, gli uccelli si dilettano in veri e propri concerti, una vera e propria colonna sonora per le nostre orecchie. Ci fermiamo un attimo nei pressi del trivio che precede la nostra prima salita e ci soffermiamo ad ammirare l’inizio della Valle Gemini.
Eremo San Michele
L’eremo è ricavato da una grotta naturale di origine calcarea. Dietro questo luogo risiede una leggenda del XII secolo che narra di un drago infernale che vi abitava al suo interno e Papa Silvestro che consacrò questo luogo all’Arcangelo Michele.
È proprio durante la nostra prima salita che percepiamo la natura ancora selvaggia dei Monti Sabini; il percorso è inizialmente nascosto da rovi e non ci sono indicazioni. Ci inoltriamo all’interno di una bassa e fitta vegetazione, passando attraverso arbusti più o meno invadenti. Aggirato l’ennesimo alberello lungo la nostra strada, ci si apre davanti un vasto panorama per iniziare a percorrere la lunga cresta verde, fino a raggiungere la vetta. Dopo una meritata pausa, procediamo nell’impegnativa e divertente discesa su fuoripista verso i partoni sottostanti, vere e proprie porte d’ingresso per la Valle Gemini, dove ci attende un cammino di 3 km immersi nel silenzio della faggeta prima di visitare l’eremo di San Michele al rientro.
Scheda escursione
DETTAGLI TRACCIATO
Giro parzialmente ad anello con rientro al punto di partenza.
VALUTAZIONE DIFFICOLTA’
Escursione che richiede un buon allenamento con salite anche in fase di rientro, fondo misto su sottobosco con sassi e radici e a tratti comodi sentieri. Non si segnalano particolari difficoltà tecniche tranne la discesa finale, ripida e che richiede cautela nella progressione e l’utilizzo di bacchette.
Prenotazione
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Trasporti
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