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Recensione “Parks”, il gioco da tavolo

Recensione “Parks”, il gioco da tavolo

Tempo di lettura: 5 minuti

Dopo aver provato il gioco da tavolo Parks sono rimasto talmente colpito dalla sua qualità che ho deciso di scrivere una recensione con l’intento principale di farlo conoscere. Parks è in sostanza un simulatore di trekking ed escursioni, proprio quello che fa per noi! Mettetevi comodi, quindi, e godetevi questo viaggio tra i Grandi Parchi d’America!

A chi non è mai capitato di sognare di viaggiare, di osservare rapiti una mappa e immaginare di potersi trovare lì? Con la tecnologia ora è tutto sicuramente più semplice, le immense e fragili cartine geografiche in scala sono state sostituite da Google Maps, che consente di poter essere teletrasportati direttamente in un luogo per poterlo osservare in prima persona. Con la modalità Street view è addirittura possibile scoprire da casa propria zone remote nel bel mezzo di un deserto, o esplorare un sentiero di montagna, e se lo si fa per un certo lasso di tempo, possiamo arrivare a provare quella strana sensazione intraducibile di Fernweh, la nostalgia per un luogo in cui non si è mai stati. Ma questo sicuramente infligge un duro colpo alla nostra immaginazione. Come sarebbe bello, invece, tornare a immaginare i luoghi dei nostri sogni, elaborare mentalmente immagini strutturate di noi mentre visitiamo luoghi sconosciuti e magari al contempo divertirsi.

Con il gioco da tavolo di Keymasters Games Parks è possibile tornare a divertirsi sognando di viaggiare, unicamente attraverso l’ausilio di carte e disegni e tanta immaginazione. Un gioco perfetto per chi ama l’escursionismo e il contatto con la natura e per chi ha voglia, in questo modo, di poter esplorare ben 48 parchi degli Stati Uniti d’America insieme ai propri amici. Il naturalista John Muir, padre dei grandi parchi naturali, approverebbe in pieno. Parks si avvicina a una sorta di simulatore di escursioni in natura, dove l’obiettivo di ogni giocatore è quello di acquisire a fine partita un numero di punti superiore agli avversari. Per accumulare punti, la via maestra è visitare i Parchi naturali (che avranno dei punteggi diversi) e scattare fotografie.
Ogni parco ha una sua carta, finemente realizzata, con le informazioni generali sulle peculiarità più importanti che ne caratterizzano il territorio, un modo per imparare anche a conoscere l’immensa vastità e ricchezza naturalistica del nostro pianeta. Infatti, può capitare che durante una partita, incuriositi da uno specifico parco, si vada ad approfondire cercando, ad esempio, informazioni addizionali. Il gioco è stato pensato per consentire di essere giocato in modalità solitario, oppure fino a un massimo di cinque partecipanti. Ogni partecipante ha a disposizione due hikers (escursionisti) rappresentati da piccole miniature colorate, ovviamente con tutto l’occorrente: zaino da trekking, bastoncini telescopici, cappello e naturalmente gli scarponi. La partita è strutturata a turni e si svolge nell’arco delle quattro stagioni, ogni stagione ha una durata diversa. La prima stagione è la più breve ed è contraddistinta da cinque turni nei quali i giocatori dovranno muovere i propri escursionisti per “visitare” delle località naturalistiche generiche. Queste località se visitate consentono di accumulare token (sole, albero, acqua e montagna) che serviranno per poter esplorare i vari parchi naturali spendendo un quantitativo di token pari a quanto richiesto dalla carta parco. Questi token, quindi, sono la chiave di volta per vincere la partita, ma chiaramente per acquisirne di più rispetto agli avversari è necessaria strategia e un’attenta pianificazione delle proprie mosse tra un turno e l’altro, avvalendosi, tra le altre cose, di una macchina fotografica per accumulare punti bonus e di alcune carte equipaggiamento che consentono di ottenere vantaggi durante la partita. Una partita può durare dai 40 ai 70 minuti.

Hai mai sentito nostalgia di un posto in cui non sei mai stato?

Visivamente questo gioco è una vera opera d’arte. I disegni sono caldi e trasmettono in maniera abbastanza fedele l’organicità della natura: a partire dal disegno sulla scatola che con la cascata sullo sfondo e gli orsi raffigurati davanti a essa, riesce a trasmettere curiosità e voglia di giocare. Una volta aperto il coperchio è una vera e propria esplosione di colori, ogni oggetto è disegnato alla perfezione, dal pannello di gioco al più piccolo token, fino a  una meravigliosa illustrazione dietro al coperchio della scatola, raffigurante l’Arches National Park al tramonto. Ma il vero fiore all’occhiello sono le carte dei parchi, ognuna disegnata con maestria da ben 40 artisti sparsi per il mondo che ritraggono, con stili diversi, i paesaggi iconici dei parchi rappresentati. Un esempio è la carta dello Yosemite National Park sulla quale è disegnata la famosa parete verticale di El Capitan sotto un cielo stellato, un’immagine altamente evocativa. Questi disegni, inoltre, fanno parte di una vera e propria collezione che può essere osservata e acquistata sul sito 59parks.net.
Parks è la dimostrazione di come questa tipologia di giochi siano una commistione tra pura arte e ludicità, un incontro esplosivo che porta i giocatori a voler giocare una partita dopo l’altra, tra vittorie, sconfitte e rivincite. E chissà offrendo anche qualche spunto o idea su quale sarà la nostra futura meta, questa volta per davvero. Preparate i bagagli, quindi, si parte per visitare i grandi parchi d’America, perché come disse John Muir “Mountains Are Calling and i must go!”

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