L’affilata cresta del Monte Camicia
Dalla piana di Campo Imperatore, svetta inconfondibile nel cielo il Monte Camicia, e come un magnete attrae gli escursionisti sui sentieri che si snodano tra paesaggi d’alta quota, boschi di abeti e distese di verde prato, tappezzato da carline segnatempo e stelle alpine. La conformazione di questa montagna è un’opera d’arte naturale: sul versante sud, la vetta si innalza prepotentemente spaccando i pendii più dolci, con una forma a panettone roccioso, mentre il versante nord è caratterizzato da una lunga e affilata cresta, che scende a picco per circa 1000 metri verso il basso, in un abisso senza fine. Tra le rocce saltellano agili i camosci appenninici, mentre gli escursionisti passano silenziosamente accanto procedendo con fatica sulla ghiaia verso la vetta.
Parete Nord
Quintessenza dell’alpinismo e dell’arrampicata, questa parete attrae solo i più tenaci. Talmente imperiosa che prima del 1934 si credeva impossibile da scalare.
Da Fonte Vetica iniziamo a guardarci intorno. Sopra le nostre teste il Camicia ci attende attorniato da un paesaggio quasi dolomitico, che per un momento ci fa dimenticare di trovarci in Appennino. Stringiamo con energia gli scarponi e ci avviamo, inoltrandoci all’interno del bosco di abeti sulle pendici delle montagne. Superiamo qualche tronco abbattuto e seguiamo tracce di sentiero in parte sbiadito per inoltrarci all’interno della vegetazione, prima di uscire allo scoperto e iniziare il chiaro percorso che deciso inizia a inerpicarsi verso la Sella di Fonte Fredda. Raggiunta la Sella, già siamo in alta quota: poca vegetazione e tante stelle alpine ad accoglierci. Proseguiamo lungo la cresta verde e conquistiamo la nostra prima vetta, il Monte Siella.
Fonte Vetica
E’ l’unica parte dell’altopiano che presenta una zona boschiva. La sua fama è purtroppo anche legata ad una tragedia consumatasi circa 100 anni fa, quando perse la vita, a causa di una tempesta di neve, un pastore con i propri figli.
Dopo una breve pausa lasciamo alle spalle la prima croce di vetta e volgiamo i nostri piedi in direzione del Monte Camicia. Affrontiamo con determinazione i 300 metri di dislivello in salita ripida che ci conducono alla nostra seconda vetta, il Monte Tremoggia. Davanti a noi si spalanca una magnifica vista sulla cresta della parete nord e tra le nuvole inizia a mostrarsi il caratteristico Dente di Lupo. Procediamo a mezzacosta lungo l’affilato costone e affrontiamo la salita finale per il Camicia. Dall’alto, il Gran Sasso e il Monte Prena svettano imperiosi. Chiudiamo la nostra escursione con una faticosa discesa lungo Vallone Vradda.
Scheda escursione
DETTAGLI TRACCIATO
Giro con andata e ritorno sullo stesso percorso.
VALUTAZIONE DIFFICOLTA’
Escursione fisicamente impegnativa. Fondo misto, con bosco nel tratto iniziale con sassi e radici, praterie d’alta quota e pietraie scivolose nella fase di rientro. Si segnalano alcune forti pendenze in salita, e una lunga e impegnativa discesa a valle in fase di rientro, che richiede attenzione nella progressione. Non si segnalano particolari punti esposti, se non in alcuni brevi punti a lieve intensità.
Prenotazione
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Domande
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