La Serra, in volo sul Lago del Salto
Nelle vicinanze del Lago del Salto, il Monte La Serra dalle forme smussate e da una lunga cresta verde si solleva proprio a ridosso delle cristalline acque del lago. I sentieri, a tratti poco visibili, si inoltrano all’interno di un’area poco frequentata, dove gli escursionisti più avventurosi a tratti si fanno largo tra alti arbusti. Un’area naturale preziosa, che sa trasmettere pace e tranquillità a tal punto che in passato la Santa Filippa Mareri scelse proprio questo luogo per ritirasti a vita eremitica all’interno di una grotta naturale. Dalla sommità dei pendii, i piedi si trasformano in ali e fanno volare i visitatori sopra le turchesi acque del lago, mentre il soffio del vento ne accarezza i volti.
Lago del Salto
Il più grande bacino idrico del Lazio, è stato creato nel 1940 con la costruzione di una diga che ha sbarrato il corso del fiume Salto, inondando l’omonima valle. Alcuni borghi limitrofi, come Fiumata, sono stati ricostruiti sulle attuali sponde.
Che non è di certo una zona molto frequentata lo capiamo fin da subito: poche automobili e la strada che porta all’inizio del nostro percorso ricoperta a tratti da un sottile strato di foglie. Raggiungiamo un comodo spiazzo, dal quale iniziamo a godere di un’incantevole vista sul lago. Imbocchiamo il comodo sentiero, che inizia subito a salire, per abbandonarlo poco dopo lateralmente in modo da poter raggiungere la Grotta Mareri, dove visse la Santa. Da qui un bel panorama, con il Monte Navegna sullo sfondo. Ritorniamo sul percorso principale, gradualmente ci addentriamo nel fitto della vegetazione mentre la traccia del sentiero si inizia a fare sempre più sottile.
Grotta S. Filippa Mareri
Filippa Mareri dopo l’incontro con Francesco d’Assisi si avviò alla vita monastica. La sua ricca e nobile famiglia era contraria, per questo Filippa decise di fuggire per vivere all’interno di questa grotta fino al 1228.
Mentre camminiamo la nostra mente inizia a viaggiare più veloce dei nostri piedi, proiettandoci già sulla verde cresta che ci si para di fronte. Superato un ampio pianoro verdeggiante, e aggirato Colle dei Prati, iniziamo a salire lungo la dorsale. Alla nostra destra sfila a valle il lago, mentre alla nostra sinistra si apre vasto l’Altopiano dell’ Aquilente. Raggiunta la vetta con il Monte Velino sullo sfondo, ci fermiamo quanto basta per godere il silenzio e panorama. Il ritorno ci garantisce un pizzico d’avventura in più: prima di chiudere l’anello, ci addentriamo tra fitti arbusti e tracce di sentiero, ormai sbiadite da tempo.
Scheda escursione
DETTAGLI TRACCIATO
Giro con andata e ritorno sullo stesso percorso.
VALUTAZIONE DIFFICOLTA’
Escursione con dislivello ben distribuito, non si segnalano particolari difficoltà tecniche. Il fondo è principalmente di sottobosco con sassi e radici, sulla cresta presenza di roccette, i sentieri sono spesso sporchi e invasi a tratti da fitta vegetazione. Il rientro è su fuoripista e richiede più attenzione nella progressione.
Prenotazione
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